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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
IL GLADIATOREUn campo di calcio alle 9 e mezza di sera, su un prato poco illuminato. Sta per iniziare una partita di calcio. L'arbitro fischia l'inizio, la squadra ospite ha il possesso palla, ecco che parte un lancio sulla fascia destra, un giocatore se ne impadronisce e vola verso la porta. L'affronta un primo avversario, saltato... un secondo contrasta violentemente, ma rimbalza scontrandosi con il nostro. Un altro tenta di bloccarlo in tutte le maniere ma non ci riesce... In quel momento avverto una strana sensazione... non so piu dove sto, la vista un po mi si appanna... Quel nostro giocatore non indossa i pantaloncini, nè la nostra maglia, lo vedo con gonnellino di strisce di pelle e unacorazza di cuoio, in mano tiene un gladio e da lontano non riconosco il viso... forse è quello di Massimo Decimo Meridio, forse quello di Spartacus, forse quello di Publio Ostorio (51 vittorie). Certemente è un Gladiatore. Da quel minuto l'eroe scatenava veramente l'inferno, nessuno riusciva a fermarlo. Un gol, un secondo, poi un terzo. Una furia. Sugli spalti, qualcuno non inquadra bene il personaggio: Aho, a Gulliver, ma quanno te fermi!! La partita è finita, vittoria per noi. Un giocatore avversario mi si avvicina: Scusi presidente, ma chi è quel biondo colossale che ci ha asfaltato tutti? Gli rispondo: Un nostro ragazzo buono e gentile. Sarà - mi risponde - a me è sembrato Gozzilla...(terza impressione), ma come si chiama? Il suo nome è... Gabriele Massimo Ostorio!!! Lionello Ajò
Quando torno a casa la notte, dopo aver giocato a pallone, specie di primavera, mi viene una gran voglia di fare all'amore. Vabbè, non c'entra un cazzo manco questa. Ma è una bella sensazione. Oggi abbiamo vinto, 4-1. Ed è un bene. E' stato abbastanza facile. Ma mi piace notare che è stata una vittoria del gruppo e dell'organizzazione. Una squadra è fatta di una rosa ampia, di tanti giocatori, risorse per ogni occasione. E di certo questo possiamo dirlo: siamo una squadra organizzata. Semplicemente, siamo una squadra. Dico di più, di tutto il campionato noi siamo quelli che più di tutti assomigliano a una squadra. Mi sembra che ormai abbiamo anche qualcosa che assomiglia a un gioco. Non dico meccanismi, ma un certo modo di intendere il calcio. E alle volte ci viene proprio bene, ed è bello, a giocarsi e a vederlo. Questo non basta a vincere ed è tanta la strada che abbiamo davanti, ma certo non è poca quella che abbiamo alle spalle. Qualcosa abbiamo fatto. E allora mi viene in mente l'insistenza di quel mio caro amico sardo, quella sua ossessione, dura come una pietra di Gallura, per un gioco più evoluto, per un gioco che assomigli sempre più al calcio vero, o meglio al calcio e basta. E gli sono grato. Per la sua incredibile capacità di romperci le palle, con il tichi-taca, con la semplicità, con il gioco ricamato; per la sua determinazione a perseguirlo, a farlo ancora di più e ancora meglio. Avere un obbiettivo non è male, se qualcuno ti aiuta ad averlo c'è solo da ringraziarlo. E in fondo mi stupisco, e se ci riflettete forse vi stupirete anche voi, a pensare che noi passiamo allenamenti a giocare di prima, che a raccontarlo sembra una cosa pallosa. E forse lo è pure. Però ci mettiamo lì seri seri e lo facciamo. E senti pure qualcuno che ci si affeziona, che quando dici "ora a due tocchi", pare deluso. Non è poco. Sembra davvero nulla, ma io sono convinto che quel poco che facciamo in quel modo il giovedì, poi ce lo portiamo dentro il lunedì. E forse così diventa a poco a poco meno difficile trovare il compagno accanto, vederlo e per lui vedere il movimento. E un passo dopo l'altro... magari ti trovi poi ad andare in porta con tre passaggi. Chissà, intanto mi piace questa strada, che come si sa è forse la vera meta del viaggio. E stanotte io ringrazio quel mio amico sardo che mi ha aiutato a crederci ancora. E lo saluto così: è bello che dove finiscono i tuoi piedi debba in qualche modo cominciare un pallone...
E' primavera. Vabbè, non c'entra un cazzo. Se non che a primavera cosa c'è di più bello che giocare a calcio? Bene, domani c'è una partita vera, di quelle che non hanno passaggi a vuoto, come una finale. La prima di una serie. Venite con questo spirito, oltre che con quello di squadra. Ecco le convocazioni:
1 Shekar Singh (non è uno scherzo, ed è messicano, ed è forte) AL PROPOSITO, GLI OCCORRONO GUANTI E SCARPINO 42, chi provvede?
2 Luca Gentile 3 Marco Piras 4 Matteo Patrono 5 Gabriele Mussetto 6 Andrea Apollonio 7 Giacomo Koch 8 Simone Iacomini 9 Fabiano Galofaro 10 Mister 11 Antonio Codina 12 Alfonso Giancotti 13 Gabriele Benedetti 14 Giovanni Castagno 15 Massimo Patrono 16 Sasha Traikovich 17 Daniele Montalbano
APPUNTAMENTO ORE 20:20 campo Cinecittà Bettini, Via Quinto Publicio 39
Riporto il post di Matteo:
ragazzi, cleaning sun ha perso 4-2 con l'alessandrino, pare che quest'anno i rapporti di forza con l'altro girone si siano rovesciati. loro lunedì avranno tre squalificati per rissa e ingiurie, a noi ci hanno squalificato il danielone per cumulo di cartellini gialli, se non ricordo male mancherà pure sandro in mezzo al campo. dunque rimbocchiamoci le maniche, cerchiamo di usare l'allenamento di domani per capire come giocare lunedì, guariamo da febbri e infortuni e ripartiamo tutti insieme
E quindi dico:
vi voglio tutti domani all'allenamento. Voglio che siamo tanti. Siamo un po' sulle gambe, ma certo non recuperiamo condizione con un solo allenamento. Quindi faremo riscaldamento e poi giochiamo un'ora, come fosse partita vera per perpararci soprattutto nello spirito a quanto dovermo fare lunedì. So già che mancheranno Gruff, Nick e Ale. Per il resto chiedo a tutti di fare uno sforzo per spostare impegni e incombenze. Tutti disponibili. Lunedì sarà battaglia. Dobbiamo decidere chi andrà in porta e quindi come schierare il centrocampo. Insomma, è davvero il momento di esserci.
Arrivati a questo livello della competizione dobbiamo sapere che non avremo più di quanto ci meritiamo. Io sono convinto che possiamo meritarci molto. Diamo di più, avremo di più. A giovedì. Forza ragazzi... per chi ci legge... perso 1-0. Un ottimo primo tempo, un secondo tempo sulle gambe, e in generale una mancanza nel cercare la porta, nel far male. Più rabbia.
Le chiacchiere stanno a zero. La parola al pallone, ché stasera si gioca al calcio, e bisogna farlo per bene. Visto che so che ci saranno diverse assenze e quindi non ci saranno problemi di abbondanza
TUTTI CONVOCATI Appuntamento ore 20:15 campo di casa P.S. Probabilmente ci sarà da pagare qualcosa per le tasse arbitri dei play off. Portate soldini.
Stasera allenamenti, lunedì la prima dei play off. Vedete un po' che potete fare...
Cominciamo bene. Subito con la prima dell'altro girone. Direi che è una buona cosa, così ci facciamo subito un'idea del livello. Ecco il calendario, c'è da divertirsi
1. giornata - 15 marzo San Onofrio - Soccer Club
2. giornata - 22 marzo Cleaning Sun - San Onofrio
3. giornata - 29 marzo San Onofrio - Alessandrino
4. giornata - 12 aprile Alessandrino - San Onofrio
5. giornata - 19 aprile Soccer Club - San Onofrio
6. giornata - 26 aprile San Onofrio - Cleaning Sun
 IL RITORNO DELLO YETI Tutti mi avevano parlato della pericolosità di quel grosso e misterioso pseudo-uomo. Io però non lo avevo ancora incontrato, forse perche le condizioni climatiche non erano compatibili con le sue abitudini. Ieri, però il tempo era terribile, freddo, glaciale: vento che mordeva le carni, terreno gelato, tempo da Yeti dunque. Ma non ci pensavo. All' improvviso... da una caverna riscaldata, usciva uno strano Uomo vestito in modo particolare, calzettoni di lana(forse per ripararsi dal freddo), ma pantaloncini corti, i folti peli erano sufficienti, una incredibile maglia bianca con un numero 9 dietro. Bastò poco tempo per accoggersi che stavamo assistendo ad uno straordinario evento. Il tipo incominciò a randellare gli avversari seminando il panico fra di loro. Cercarono di buttarlo giù in ogni modo, ma se ci riuscivano davano ai nostri il tempo per avanzare, e sconvolgere le loro retrovie. Noi ci guardammo increduli...: "Allora esiste!! Non è una leggenda!! Fu uno spettacolo vederlo combattare... Lui da solo ci bastò per farci espugnare quel campo, in quelle condizioni cosi avverse... Quell' Essere meritava un nome. Da allora noi lo chiamammo... ROBERTO. Lionello
In dieci il primo tempo, in nove quasi tutto il secondo. Abbiamo vinto 5-1. E se proprio lo volete sapere il parziale di quando abbiamo giocato in nove è stato 3-0. Così, tanto per dire. Il tutto dice più la debolezza dell'avversario che non la nostra forza. Ma comunque è il segno che qualcosa c'è. Come sussurrava Giacomo a fine partita, siamo una squadra solida. Bene, facciamola fiorire ora che conta. Notte ormai fonda, Roma si avvicinava, con le sue mura antiche e i suoi tetti sterminati. E ho pensato che mi piacerebbe tanto, anche se conta quasi nulla, essere in qualche modo il campione di questa città. Poi ho pensato che era un pensiero proprio cretino, di quelli gonfi di primavera che poi mi prendono in giro. Poi c'ho pensato ancora e mi son detto che con voi sì, mi piacerbbe davvero tanto essere i campioni di questa città. 'Notte, Santonofrio. E grazie, per il momento, a tutti voi.
Aggiungo una cosa, che voglio sottolineare, pur senza alcun intento polemico. Il risultato rotondo e la trasferta rocambolesca a Lanuvio possono far pensare che sia stata una specie di allegra gita spensierata. Non è esattamente così ed è bene non dimenticare che se non avessimo vinto saremmo passati per quarti, che forse cambia poco ma non era nei nostri programmi e non avrebbe di certo fatto morale. Se qualcuno pensa che una sconfitta fosse fuori dall'orizzonte del possibile, un pareggio non era così assurdo, in nove contro undici. Abbiamo finito il primo tempo appunto 1-1 e se Robi non si fosse procurato con grande abilità quel rigore non so come si sarebbe messa. E ancora sul 2-1 solo grazie al sacrificio di Sasha, che ha steso un ragazzino molto bravo lanciato in porta, procurandosi l'espulsione, abbiamo evitato di essere ripresi di nuovo. Insomma, non è stata una passeggiata, abbiamo dovuto correre e lottare. Se fossimo stati tutti, con i dovuti cambi, sarebbe stato molto più semplice. Non è da grande squadra andare a giocare sotto numero. Tenetelo presente. Tutti.
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09/09/2010 @ 12.25.54
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